BRUNILDE TANZI & EVA MACIACHINI

Il 17 gennaio del 1947 a Milano vengono uccise dalla volante rossa Brunilde Tanzi e Eva Maciachini.

Brunilde Tanzi nacque a Milano nel 1912 proveniva da una famiglia fascista e dopo l’ 8 settembre si arruolò nel Servizio Ausiliario Femminile della Xª Flottiglia MAS. Finito il conflitto bellico aderì ai Fasci di Azione Rivoluzionaria e al Partito Democratico Fascista in cui ricoprì un ruolo di primo piano partecipando all’organizzazione del trafugamento della salma di Mussolini nella notte tra 22 e il 23 aprile 1946 insieme a Domenico Leccisi. Leccisi nelle sue memorie la ricordò poi come “una bella ragazza slanciata, dai grandi occhi neri” e soprattutto “decisa e instancabile nel servire la causa comune”. Il 9 dicembre 1946 la Tanzi era riuscita a far inserire ad un ignaro impiegato un disco in vinile con incisa la canzone Giovinezza durante le trasmissioni pubblicitarie ottenendo di far riecheggiare l’inno del Partito Nazionale Fascista su tutta la piazza del Duomo.
Il 17 gennaio 1947 l’organizzazione terroristica Volante Rossa decise la sua morte; a trentacinque anni Brunilde Tanzi venne uccisa nel centro di Milano in via San Protaso con un colpo d’arma da fuoco al petto. Nonostante tutti gli indizi e le modalità dell’esecuzione dell’omicidio indicassero come responsabili gli uomini della Volante Rossa, gli autori materiali dell’omicidio non furono mai scoperti e così non vi furono mai delle condanne.

Lo stesso giorno fu uccisa anche Eva Maciachini a colpi di arma da fuoco nel quartiere milanese Venini Brianza. Era collegata, già da tempo, alle attività del gruppo “Sam”, Squadre d’Azione Mussolini. Un’organizzazione paramilitare, attiva, insieme ad altri movimenti neofascisti, dopo alcuni mesi dalla “Liberazione”. Il suo corpo fu rinvenuto in un campo nei pressi di Lambrate.
La volante rossa era composta principalmente da ex partigiani comunisti e operai; fece attentati ed esecuzioni ai danni di persone legate al fascismo, di politici giudicati ostili al regime comunista e a dirigenti di fabbrica ritenuti responsabili di vessazioni nei confronti degli operai.

L’organizzazione operò dal dopo guerra fino al 1949 non solo a Milano e in Lombardia ma anche in Piemonte, nel triangolo rosso e nel Lazio. La sua sede era a Milano nel ex Casa del Fascio di Lambrate in via Conte Rosso 12 rinominata casa del popolo. Questa dava loro una sicura copertura delle loro incontri per pianificare le loro azioni dato il grande via vai di gente che vi transitava.
Il numero totale delle vittime, rimase sconosciuto. Infatti il modus operandi era quello di far sparire i cadaveri senza lasciare traccia o impedendone comunque il riconoscimento. Spesso contribuivano anche al depistaggio delle indagini, spargendo la voce di probabili fughe improvvise delle vittime per luoghi lontani, in particolare l’Argentina, meta di rifugio di molti fascisti.

 

 


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