ALDO BORMIDA

30 Gennaio 1944, Borgo Podgora(LT) : in ricordo di Aldo Bormida, primo Caduto della RSI nella difesa di Roma e dell’Italia.

ALDO BORMIDA, UNO DEI PRIMI ITALIANI SUL FRONTE DI NETTUNO.

Nel territorio di Latina, vi è un monumento costituito da un’umile colonna spezzata sulla quale si può leggere “Aldo Bormida – diciannovenne studente Politecnico di Torino – Caduto per la patria il 30 gennaio 1944”.

Sulla morte di Bormida si è sempre saputo molto poco. Qualche anno fa, un reduce vi portò dei fiori e raccontò al padrone del podere sul quale la colonna insiste che lui e Bormida erano studenti universitari del Politecnico ed erano stati inviati in Germania per uno scambio culturale. Sorpresi dall’8 settembre, si erano arruolati volontari ed erano stati inviati dai tedeschi a combattere in Italia. Luciano Populin, oggi un anziano e squisito signore che, allora dodicenne, assistette alla morte di Bormida, racconta:

“Il 30 gennaio 1944 avevo 12 anni e 4 mesi ed era per me la prima paurosa e sofferta esperienza di vita. Dal Borgo Podgora il 24 gennaio, dopo lo sbarco americano ad Anzio, ci trasferimmo alla Strada Della Croce, presso una famiglia di cloni che conoscevamo. Il nostro ampio cortile della casa nel Borgo era stato occupato, dopo due giorni dallo sbarco, dai mezzi corazzati della Divisione tedesca giunti dal Brennero.
Dalla finestra della casa del colono, il giorno 30 gennaio, vidi giungere in strada due camions di soldati che scesero, completarono l’armamento, e si prepararono ad andare contro il nemico. Gli americani erano sull’argine opposto del Canale Musolini, distante circa 150 metri dalla nostra casa dove si era insediato un giovane ufficiale tedesco di origine altoatesina e da dove avvenivano sparatorie tra le due forze. I militari italiani, che poi seppi erano giovanissimi volontari del Politecnico di Torino, si lanciarono contro il nemico e cominciarono a salire l’argine del Canale dalla nostra parte: dai ricordi lontani mi sembra fossero circa quaranta. Gli americani, che erano appostati sull’argine opposto a 30/40 metri, li fecero arrivare alla sommità e inesorabilmente li falciarono con le armi.